Quando Angelo fa rima con inclusività – Teen Idol
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Quando Angelo fa rima con inclusività

 

Era il 12 giugno 1977 quando a San Francisco nasceva quello che tutti conoscono come il colosso della lingerie. Sto parlando del sognante Victoria’s Secret che, con i suoi fashion show spettacolari, ha accompagnato il nostro quotidiano per anni. E con loro i suoi angeli: Sara Sampaio, Barbara Palvin, Adriana Lima, Alessandra Ambrosio, Heidi Klum e tutte le altre dee che, con le loro fisicità e i loro tratti somatici, ci hanno ben impresso negli occhi e nella mente il concetto più concreto di bellezza. E quando si acquistava un body, un completo, un profumo era come se un po’ di quell’allure diventasse nostra di diritto e potessimo considerarci le sorelle minori di quelle “creature mitologiche” (che chissà poi se davvero esistono). Tuttavia qualcuno dice stop e si torna a parlare di inclusivitá. Dimenticatevi quindi corpi statuari, immagini patinate, capelli immacolati e quindi una bellezza (anche un po’) stereotipata. Victoria’s Secret manda in pensione i suoi angeli e opta per canoni femminili più “umani”. Cambio di rotta quindi per il colosso americano che, a sua rappresentanza, sceglie sette donne capaci di vestire anche un ruolo di consulenza nelle collezioni: ecco perché il nome VS Collective. Arriva la 35enne campionesse di calcio e attivista della parità di genere Megan Rapinoe; Eileen Gu, 17enne sciatrice freestyle cinese-americana; Paloma Elsesser, modella attivista e Priyanka Chopra Jonas, la 38enne attrice indica investitrice nel settore tecnologico.

 

 

 

Addio a sguardi ammiccanti, gambe chilometriche, addominali scolpiti, lustrini e piume! Benvenuta “verità” di donne diventate qualcuno per i propri meriti e le proprie competenze oggettive.

 

 

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